Vi racconto una storia …

La Val di Non è uno di quei luoghi che ti sanno sorprendere in modo piacevole e discreto riservandoti incanti senza fine, immersi in una natura accogliente e generosa. Ogni stagione racconta del suo fascino unico ma c’è un momento sul finire dell’estate in cui ovunque volgi lo sguardo ti accorgi della sua ricchezza straordinaria fatta di ettari ed ettari di alberi di mele, un vero spettacolo. E poi ti rendi conto di quanta fatica, lavoro e sacrificio ci mettono ogni giorno migliaia di persone per la cura di quei di campi…

Ecco da questo amore per la terra inizia la storia del Mas dei Chini.

Generazione dopo generazione tutta la mia famiglia si è occupata dei campi dedicati al seminativo e al foraggio, oltre all’allevamento del bestiame, quindi alla coltivazione dell’uva rossa da cui si produceva del vino che si barattava pur senza alcuna etichetta. A capo di tutto Nonno Gloriano, tra l’altro anche sindaco del piccolo borgo di Segno, uomo animato da una straordinaria intraprendenza, almeno per quell’epoca, basti pensare che fu il primo in Valle ad acquistare un trattore.

Siamo gente contadina nel cuore e così come da tradizione dunque, sia mio padre che mio fratello hanno scelto la terra per costruire un futuro, ed io con loro, anche se al tempo sono andato per la mia strada facendo altro nella vita. Ma, come si dice, il sangue non è acqua ed era impossibile ignorare questo legame profondo con le mie origini.

Così, prima ho acquistato qualche terreno vicino a quelli di famiglia, trasformandoli in un’azienda agricola che con la sua produzione di mele mi sta dando davvero grande soddisfazione, poi altri ettari di vigneti in un lembo di Trentino, a Cadino di Faedo, sul confine provinciale tra Trento e Bolzano. Un terreno calcareo ben poco generoso e difficile da coltivare, esposto in modo tale da non prendere mai sole al mattino con una vigna che cresce praticamente tra i sassi. Anche la resa non è generosa, se la guardi dal punto di vista della quantità, ma indubbiamente è la qualità che ripaga di tanto sacrificio e della tenacia di queste vigne con un livello di eccellenza che offre profumi intensi e caratteristiche precise. Ideale, tra l’altro, proprio per una base spumante.

Poi, qualche anno fa abbiamo trovato questo maso ottocentesco, situato sulla prima collina di Trento.

Me ne sono subito innamorato e nel giro di pochi giorni sono riuscito ad acquistarlo assieme a cinque ettari di vigneti e con la cantina, la cosa che ci premeva di più, in parte già a posto. Lo abbiamo chiamato “dei Chini”, come dire un luogo “di famiglia”. Uno scorcio di vita e natura contadina a due passi dal centro città che abbiamo voluto trasformare anche in un accogliente B&B con nove stanze per chi desidera godersi appieno la tranquillità del Maso e in una Vigneria con delle proposte enogastronomiche davvero sorprendenti.

Ma non ci siamo fermati … ed ecco, sempre su queste colline altri sette ettari di terreno, già piantati a vigna, esposti al sole tutto il giorno: è qui che si producono uve bianche aromatiche che danno vita ad un piacevole Gewürztraminer, che si sta affinando vendemmia dopo vendemmia ed il giovane Lagrein con la sua vivacità alpina.

Produrre un buon vino richiede tanto lavoro, ma soprattutto cura, amore e passione … stiamo parlando di qualcosa di vivo che dentro di sé porta una sua unicità straordinaria. Non è solo una questione di terreno, clima, coltivazione, ma ciò che fa veramente la differenza sono le persone che se ne occupano, ogni giorno con grande dedizione. Nel mio vino c’è anche un po’ di loro, di noi.

La più grande soddisfazione ci arriva dal nostro Inkino Trentodoc , dedicato ad un illustre antenato missionario, padre Eusebio Chini, nato qui, a Segno, nel 1645, e di cui abbiamo ripreso lo stemma di famiglia con l’elmo stilizzato. Padre Eusebio si era recato in missione in Arizona e in Messico dove la gente del luogo lo chiamava padre Kino da cui il nome che abbiamo dato alle nostre bollicine. La seconda etichetta, invece, Inkino Carlo V che richiama l’atto dell’imperatore spagnolo che diede al nostro antenato il titolo nobiliare, rappresenta un’altra piccola eccellenza di cui andiamo molto fieri.

Sicuramente ci aspetta una bella sfida visto che l’obiettivo a cui aspiriamo è quello di rimanere con una linea di Riserva pura e di alta qualità, anche se, con numeri limitati. Ma direi che “chi ben incomincia…”